dottor

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francesco
bernardini

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Chirurgia estetica dello sguardo

la chirurgia oculoplastica nel campo dell’estetica é focalizzata esclusivamente sul ringiovanimento della regione dello sguardo.
L’osservazione delle caratteristiche dell’invecchiamento di questa regione permettono al chirurgo oculoplastico di correggere la discesa dei tessuti nella parte superiore che include fronte, sopracciglio e la palpebra superiore e migliorare i cambiamenti dei volumi che avvengono nella parte inferiore che include la palpebra inferiore, la guancia e zigomo. In questa area il grasso delle palpebre può essere rimosso o riposizionato per transcongiuntivale, può essere eseguito un lipofilling per ripristinare i volumi e migliorare la qualità della pelle. Questa é un’area centrale per l’estetica di tutto il volto e perciò la definizione più corretta é quella di chirurgo plastico oculo-facciale. Il chirurgo oculoplastico possiede una conoscenza estesa delle tecniche chirurgiche di lifting endoscopico, blefaroplastica superiore, blefaroplastica inferiore trans-congiuntivale, lipofilling, cantoplastica e cantopessi. Il compito del chirurgo oculo-facciale include anche tecniche di correzione delle complicanze di precedenti interventi estetici.

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Nel nuovo episodio di Book For Beauty, Nicolò Maltese incontra il Dott. Bernardini: medico oculista, tra clinica, esperienza internazionale e una visione molto precisa del proprio lavoro.

Un percorso che parte da lontano, con un riferimento chiaro: il padre, anche lui medico, e un esempio che nel tempo si trasforma in direzione.
Da lì, una strada costruita con dedizione, studio e una forte componente manuale, quasi artigianale.

Si parla di formazione, di quanto sia importante rimandare la gratificazione per arrivare davvero pronti, e di un mestiere che, prima di tutto, deve nascere da una passione autentica.
Perché non è una questione di guadagno, ma di libertà.

E poi? L’America, con numeri e realtà che fanno riflettere.
I social, dove l’autenticità, tra pre e post reali, fa ancora la differenza.
E quella capacità di “vedere prima”, immaginare un risultato ancora prima di realizzarlo.

Un episodio che alterna visione e concretezza, tra riflessioni profonde e momenti più leggeri, come una sigla improvvisata su un gesto ormai iconico.

E, come sempre, spazio anche a qualcosa di più personale:
un consiglio che arriva dal profondo, quello che darebbe al sé del passato, ridotto all’essenziale.